Ci mancava solo questa. Già prima stare lontani da Facebook, era per molti utenti cosa durissima. E dall’altro canto, certi videogiochi sono per altri (giovani e meno giovani) vere e proprie droghe, specialmente se on-line, dove la sfida è con altri esseri umani. Ora, che Blizzard e Facebook hanno annunciato di voler integrare le cose, c’è da aspettarsi un distacco dal mondo virtuale ancora più difficile.
Battle.net, la piattaforma di gioco online di Starcraft, consentirà di aggiungere direttamente gli altri giocatori al social network.
Questo potrebbe aprire nuovi canali per il seeding di contenuti virali.
C’è da immaginarlo, è solo il primo passo, un test che Blizzard vuole fare, prima di confezionare la droga definitiva che già oggi è quotidianamente assunta da oltre 11 milioni di giocatori: Facebook e World of Warcraft.
In attesa dell’arrivo dei Prodigy, il 15 luglio a Padova (data unica italiana, per ora), non possiamo non segnalarvi questo video:
Il video è una produzione tutta italiana (udite udite), realizzata spontaneamente dai fratelli Andrea e Stefano (kr1minal_rider_83 AT virgilio.it) con la tecnica stop-motion e mezzi assai minimali.
Di video come questi ce ne sono tanti in giro (dai Metallica in concerto agli Slipknot, dai Rammstein ai System of a…Lego!), Lego ormai sta alla musica almeno quanto ci sta l’Heineken con il suo festival (saltata l’edizione 2009), e la domanda è: quanto giovano al brand? Posto che sono bellissimi, divertenti da vedere e da passare agli amici, è indubbio come alla base di queste realizzazioni ci siano vera passione non solo per una band, un film o un genere musicale, ma anche per il gioco di costruzioni in sé, non più appannaggio esclusivo dei piccoli. Lego è di sicuro tra i brand mondiali che più di tutti si prestano per questo tipo di video e di parodie, che diventano un vero e proprio spot virale senza essere commissionato e pagato.
Eminem sta per partorire (il 19 maggio) il suo ultimo lavoro, Relapse.
All’interno del calderone di iniziative per la promozione del disco, il rapper statunitense ha scelto una serie di attività molto interessanti.
Si passa dal placemente all’interno dei fumetti Marvel di The Punisher, da un profilo Twitter decisamente attivo, ad un advergame per iPhone (violentissimo e ricco di sangue, in linea con la consueta durezza delle liriche di Marshall Bruce Mathers III), un primo video trailer sul nuovo sanguinolento singolo “3 A.M.
Ma forse la chicca di tutta la campagna è il sito teaser della clinica psichiatrica riabilitativa Popsomp Hills, spinto da una banner on-line di cui poi il video ufficiale di 3 A.M. avrebbe svelato la natura.
Tecnica non nuova e già utilizzata (la clinica di bellezza Body’s Care di Hostel 2 e la clinica per la clonazione umana Godsend Institute per il film Godsend), ma sempre interessante ed efficace.
Prendere una fetta di cobranding, aggiungere un advergame (ma sarà corretto chiamarlo così?) e condire con un pizzico di video (per ora spot tv, postato da due giorni su YouTube). Protagonisti di questa ricetta, Nike e Apple.
La sfida è di quelle epiche che tanto piacciono a Nike: uomini vs. donne. Chi farà più chilometri? Chi correrà più veloce? Nike+ invita tutti a partecipare, grazie alla tecnologia integrata delle proprie scarpe che permette di registrare tutto nell’iPod e poi inserirlo nel database online.
Ecco un video che, a nostro modesto parere, si candida senza problemi come miglior virale 2008. Partiamo con ordine. EA Sports è una casa di produzione di videogiochi: punto di forza, le annuali versioni dei giochi sportivi, dal calcio al wrestling, dalle auto al basket. Si sa, a volte anche ai migliori programmatori sfugge qualche riga di codice (vedi l’advergame della Bmw M3, in cui si riesce a uscire dal circuito sfondando epicamente una vettura accedendo ad una strada deserta che finisce in un bosco).
A volte questi bug (in inglese anche detti “glitch”) sono davvero divertenti, rendono possibile l’irreale, ripeterli diventa quasi obiettivo più intrigante che non finire missioni o tornei tradizionali. Nella versione 2008 del Tiger Wood PGA Tour, come evidenzia Bryan Levis (in arte Levinator25) nel suo canale YouTube con apposito video, il bug consisteva nella possibilità di far camminare Tiger Wood sull’acqua di un laghetto per fargli compiere quello che è stato ribattezzato “Jesus Shot”.
Alla EA non si sono scomposti né hanno messo i programmatori al lavoro per eliminiare il buco di codice: ci hanno fatto un video diventato un vero e proprio “stunning viral” con quasi 2milioni (ad oggi) di visioni in poco più di due settimane. Il video lo vedete qui sotto, senza bisogno di descrizioni ulteriori. La gestione di questo imprevisto è davvero magistrale, dovrebbe insegnare tantissimo alle aziende ed ai creativi; questo virale è già diventata la campagna pubblicitaria della versione 2009 del gioco, e Levinator25 viene chiamato direttamente in causa dimostrando che alla EA sono veramente attenti a quello che dicono gli utenti dei loro prodotti. 10 e lode.
Cinque leader/dittatori/guerrafondai/terroristi o semplicemente videogame fans. Considerateli come vi sembra più giusto, il risultato non cambia. Sono loro i testimonial di cinque viral video allucinati presenti su World Leader Review, nei quali questi personaggi dall’indubbia fama descrivono gli aspetti del videogame Call of Duty IV – Modern Warfare. Putin per esempio apprezza notevolmente la grafica realista, la giocabilità multiplayer ma considera “impossibili e disgustosi come la vodka polacca” i bombardamenti sui russi. Castro ci dice che il suo dottore controlla quanto gioca e lo obbliga a fare un pò di esercizio di tanto in tanto, tra una partita e l’altra, incurante del governo ora in mano al fratello “al quale è proibito fare entrambe le cose, comandare e giocare a Call of Duty”.
Il sito è meravigliosamente scarno, solo i video e qualche wallpaper da scaricare, i loghi e brand si trovano solo in basso, piccoli; la grafica è sporca, disordinata, “hand made” come se fosse tutto una presa in giro. E presa in giro è, la satira risulta palese, ma questa campagna pubblicitaria è tutt’altro che un gioco.
Tornando ai testimonial d’eccezione, notiamo che forse sarebbero potuti essere di più di cinque. Bush per esempio dov’è? Ah già, l’agenzia è americana, DDB Los Angeles, come la casa del gioco, Activision. Unico assente giustificato dunque è Saddam…
Il conto alla rovescia parte, la discesa è ripida ma l’aria cristallina e quel raggio di sole rendono il paesaggio meraviglioso. La tensione sale, vi muovete nervosi sugli sci. Scatta il verde, si parte! Riuscire a passare entro tutte le porte non è per niente semplice, forse avreste potuto controllare le gomme degli sci prima di partire…gomme? Si, gomme. Gli sci non hanno gomme, ma la vostra auto si. E sulla neve, farete la stessa fatica che fate a controllare la direzione dell’omino-sciatore presente nell’advergame Michelin SuperG. Purtroppo il sito è in svedese, ma cliccando sul primo dei tre pulsanti riuscerete a giocare. In Svezia la neve quando decide di cadere (e lo decide spesso da quelle parti), non lo fa in sporadici fiocchi ma arriva con un’armata. Azzeccatissima operazione, dunque.
In generale, gli advergame stanno dimostrando di essere sempre più scelti nelle strategie di marketing, un pò perché ci siamo tutti stufati del solitario di Windows, un pò perché funzionano, li usi in brevi momenti liberi e intanto assorbi messaggi, anche seri, sociali, impegnati; è il caso del datato ma concettualmente perfetto advergame “Fight Against Malaria”, realizzato per EMSI (Integrated Health Medical Unit) ed il suo programma di contrasto alla malaria nel Burkina Faso.
Halo 3, qualche milione di giocatori e investimenti da film. Microsoft, la burattinaia dell’operazione. Il fattore beneficenza, che non guasta mai, e un advergame a base golf.
Questi sono tutti gli ingredienti presenti su Rossi contro Blu, un sito dove si può giocare a golf scegliendo un team in base al colore.
Il tutto, sponsorizzato da Xbox/Halo 3, con un claim etico tipo “tu giochi, noi paghiamo”.
Ovviamente è pubblicità. Ma a giudicare dal numero dei giocatori iscritti sta funzionando, e si diffonde grazie “all’amico che chiama l’amico”. Il potere di decidere a chi donare soldi (non propri, in ogni caso), piace.
Anche oggi parliamo di forme di advertising innovativo legate al mondo dei videogiochi. E’ il New York Times ad annunciare la neonata amicizia tra una multinazionale del petrolio, BP (British Petroleum), ed un colosso dell’intrattenimento video ludico, Electronic Arts. Il punto d’incontro è SimCity Societies, quinta derivazione del popolare videogame in uscita a metà novembre, per tutti quelli che hanno risposto alla domanda “cosa vuoi fare da grande?” con un altisonante “il sindaco!”.
Nonostante problematiche scottanti come rapporto produttività-consumi, inquinamento, impatto paesaggistico e simili avevano avuto il loro spazio nelle precedenti edizioni del gioco da 18milioni di copie, SimCity 5 spingerà l’accelleratore su simulazioni sempre più realistiche del problema.
In questo BP non solo avrà visibilità off-game ma sarà proprio dentro il contesto di gioco come ausilio per il contrasto del riscaldamento globale: stazioni eoliche, a pannelli solari e tutte le centrali che producono energia verde avranno il logo BP, mentre altre unità generanti energia “sporca” no.
Dice Carol Battershell, vice presidente del reparto strategico di BP – Unità Energia Alternaitva: “Vogliamo che le persone capiscano più approfonditamente il problema del riscaldamento globale, e comprendano bene che la produzione di energia elettrica influisce sull’ambiente in misura doppia rispetto alle emissioni di auto, treni e aerei messi insieme. Questo particolare programma educativo ricerca nel suo target le prossime generazioni, aiutandole a capire mentre giocano.” Anche nella realtà BP si è recentemente attivata molto su questo fronte, e stando a fonti ufficiali possiede già diversi impianti ad energia pulita.