Sappiate che stiamo ancora cercando di capire come definire esattamente l’oggetto di questo post; si tratta di un prodotto (set coordinato lenzuola, copri-pimuno e federe cuscini), venduto dall’Associazione SNZ, dato in uso ai senzatetto olandesi che dunque lo promuovono diventando testimonial. Il cerchio si chiude tenendo conto che parte dei proventi dalla vendita andranno a sostegno dei senzatetto di qul paese, specie ai giovani che avranno così la possibilità di continuare gli studio o trovare lavoro.
Un’idea regalo interessante, così come la meccanica globale di questo prodotto, della sua promozione e della valenza sociale; per sentirsi tutti un pò meno fortunati.
Nella notte tra il 14 ed il 15 ottobre sono apparsi all’EUR di Roma quattro busti raffiguranti altrettanti boss della nota banda criminale degli anni ‘80 detta “Banda della Magliana”. Poco dopo, su YouTube è apparso il video del blitz.
Queste statue hanno attirato molti passanti, increduli che un qualunque ente avesse mai potuto avvallare l’installazione di questi nuovi “monumenti”. Quando si è capito che si trattava di una campagna pubblicitaria ormai era troppo tardi, e le foto circolavano con la notizia su tutte le testate giornalistiche, le agenzie e le tv nazionali.
Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, non ha gradito l’iniziativa ed ha quindi fatto rimuovere dai Carabinieri i busti.
I quattro personaggi (Il Freddo, Il Libanese, Il Nero, Il Dandi), come forse gli appassionati avevano già capito, servivano per la promozione dell’imminente fiction basata sul libro di Giancarlo De Cataldo che dall’11 novembre andrà in onda su Sky Cinema. Infatti i ritratti delle statue in polistirolo non sono quelli dei veri componenti della banda, ma degli attori della fiction.
Stroncate così sul nascere le polemiche inutili sulla presunta esaltazione dei malavitosi; pare infatti che, se l’azione fosse giunta a conclusione, sarebbe venuto fuori il vero messaggio e avremmo potuto vedere i busti “vandalizzati” e distrutti, segno della consapevolezza dell’assurdità di fare statue su questi soggetti. Un’azione che ha fatto straparlare, pienamente riuscita, come certifica il quotidiano Repubblica: “non c’e’ dubbio che se l’intento era quello di attirare l’attenzione la trovata pubblicitaria e’ riuscita a raggiungere l’obiettivo“. Il guerrilla marketing ha colpito ancora.
L’ultimissimo numero (edizione europea) del Time, storico settimanale di informazione, riporta una notizia interessante riguardante il consumo di banane in Giappone.
Pare infatti che i supermercati del Sol Levante stentino a soddisfare la crescente domanda di banane. Motivo? Si è diffusa via internet, in particolare grazie ai social network, lo schema di una dieta “miracolosa” basata proprio sul frutto dell’amor. La Dole, controversa multinazionale leader nel settore, dichiara di aver incrementato le vendite del 25% rispetto allo stesso periodo del 2007. Nonostante le casse di banane ormai vuote nei market, i prezzi in salita un pò ovunque e le testimonianze delle celebrità giapponesi, gli esperti nutrizionisti si dichiarano scettici sull’efficacia della dieta. Di certo, se si tratta di un’astuta operazione di marketing (e il sospetto c’è), l’efficacia è innegabile.