La Irfak è una società Olandese che ricicla il grasso da liposuzione per farne derrate alimentari, tra cui biscotti, per il terzo mondo. C’è un sito, ci sono alcuni video, ci sono delle gare in cui il pubblico può vincere una liposuzione gratuita, e ci sono perfino i ringraziamenti di un giovane che, racconta, “grazie al grasso degli occidentali io e mia sorella possiamo vivere”.
Fin qui, disgusto e mal di stomaco a parte, tutto bene. O quasi. Perché se a lanciare questa notizia, che è un fake, sei una delle più importanti agenzie di stampa (la Agi), e se a riprenderla poi sono la maggioranza delle testate media mondiali (come per esempio il TGCom e La Stampa in Italia), allora non va più bene.
O meglio: tripudio per i guerriglieri, che hanno avuto ancora una volta la conferma della vulnerabilità dei media, della loro debolezza (con particolare gloria di chi ha scoperto fosse una bufala). E una lode agli artisti olandesi che hanno creato questo media hoax, degno di uno dei migliori Luther Blissett.
Apriamo parentesi sul commento di un utente alla notizia:
“Sinceramente questo guerriglia-marketing sta passando i limiti. Per vendere, o anche solo con il pretesto di sperimentare nuove forme d’arte, si calpestano molto beatamente buongusto, rispetto e senso civico. Stickering, marketing virale, e tutti i derivati andrebbero boicottati e denunciati (procurato allarme, istigazione a delinquere, ecc…)” Commento pubblicato da Blogger Gian Piero Biancoli 27/11/08 11:54
10 e lode a quest’azione. Un pò perché è decisamente guerrilla, Mefisto verde compreso. Un pò perché avviene di notte. E tanto per il messaggio, che ci piace, che gode di quel plus dato dall’ormai ex mestiere degli esecutori: il mestiere delle armi.
In questa azione, le armi piccolissime, di plastica, in mano a circa 4.200 soldatini. Quelli con cui tutti i maschi del mondo occidentale hanno giocato almeno una volta nella vita, da bambini. Molti di quei bambini poi ne hanno fatto un lavoro, e sono arrivati in Iraq o altrove. I nostri, potremmo dire, hanno vissuto il loro Iraq nei Balcani. Ma non importa. Il messaggio che l’associazione IVAW(Iraq Veterans Against the War) manda è chiaro. I giochi sono finiti, i bambini sono cresciuti e ora che giocano con armi vere, tornano a casa ed hanno qualcosa da dire. Molto, anzi. E ci piace anche perché non si tratta solo di un’azione contro la guerra, o almeno, non completamente. Il messaggio è più sottile, più universalmente condivisibile di una mera denuncia di una delle tante guerre che si combattono, perché il luogo dove questa azione è stata realizzata la dice tutta: una pompa di benzina. E il claim non poteva essere più appropriato di quello scelto, “The price of gas”.
Oltre alle foto, con tanto di volto del Che alle spalle dei soldati USA, c’è un video. Guardate, e votate un’ottima azione di guerrilla sociale.
Il numero 12 della rivista Subvertising segna l’ambito traguardo del primo anno di vita, che si chiude con oltre 25mila download e più di 600 iscritti (dati ufficiali) per il magazine di guerrilla marketing guidato da Francesco Rossi.
Cogliamo l’occasione per ringraziare lui ed Anna Cavani che su questo numero hanno parlato di noi.
Da sinistra: Torello (Lottatore di catch), Moja (The Joker), Hello! Frank! (Il Cinese), Mr. Oizo (V per Vendetta)
Riceviamo una mail che ci espone una piccola ma importante azione “che essere utile almeno ad alcuni dei nostri lettori (secondo la legge dei grandi numeri, visto che l’incidenza di questa malattia è purtroppo abbastanza alta)“, come confermano i creatori dell’iniziativa.
La location è stata un intero locale di Milano, bagni compresi, dove sono stati rivisitati alcuni oggetti di uso comune per renderli adeguati al tema.
Gli autori ci scrivono:
“Il progetto ha l’ambizione di mettere insieme la community-laboratorio creativo piu grande possibile di diabetici o gente a loro vicina fornendole gli strumenti per confrontarsi, scambiarsi idee e poi realizzarle concretamente (fornendo da parte nostra supporto, ufficio stampa e quant’altro), partendo dal presupposto che ci sono persone che condividono questa malattia in qualunque settore lavorativo e specializzazione e che possono mettere le loro abilità al servizio del progetto, e sulla convinzione che tutte queste menti differenti messe insieme e accomunate da uno stesso punto di vista non possano che fare scintille…positive ovviamente!
Lo scopo: comunicare il diabete in modo rigorosamente creativo e, guarda un po, non convenzionale, per ottenere piu visibilità, abbattere l’ignoranza che ahimè è ancora troppo presente, offrire un supporto diverso ai classici manualetti per chi è neo-diagnosticato, organizzare eventi o spedizioni – monitorati in real time sul blog – e poi altro ancora, ma questo verrà col tempo. In ogni caso parlare di vita vera ed esperienze e non piangersi addosso, coscienti del nostro comune punto di vista“.
Il GeckoViola, questo il suo nome, vedrà ufficialmente la luce a fine anno, ma da ieri sono aperte le porte a chi vuole aiutarci come betatester, per sistemare i bug e soprattutto raccogliere idee e suggerimenti per migliorare la proposta grazie a chi poi il sito lo andrà ad utilizzare.