In molti avranno letto l’articolo di Aldo Grasso relativo al presunto caso di guerrilla marketing che vede come protagonisti Fiorello e Mike, pilastri della tv italiana fuori sede in questo caso, visto che “l’incursione” in oggetto ha avuto luogo, a pagamento, sulle reti satellitari di Sky.
Ieri da un nostro computer è partita un mail verso l’indirizzo del Dr. Grasso, la cui risposta conferma che la critica (costruttiva, riteniamo), è stata positivamente recepita ma quel che più conta è che si è spiegato una volta di più il concetto fin troppo inquinato di quello che è il guerrilla marketing. Ringraziamo dunque il Dr. Aldo Grasso per la disponibilità mostrata.
—– Original Message —–
From: “Grasso Aldo”
To: “G-Com – Moja”
Sent: Monday, March 09, 2009 5:21 PM
Subject: R: Il Suo articolo di oggi sul Corriere: definizione di guerriglia marketing
C’è sempre un guerrigliero più guerrigliero degli altri.
Se vorrà mandarmi la bibliografia di quello che ritiene marketing virale la leggerò con piacere.
Saluti.
A.G.
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Da: G-Com – Moja
Inviato: lunedì 9 marzo 2009 15.05
A: Grasso Aldo
Oggetto: Il Suo articolo di oggi sul Corriere: definizione di guerriglia marketing
Egregio Dr. Grasso,
mi chiamo XXXXXXX, lavoro nel guerriglia marketing e quando capita lo insegno a studenti universitari e nelle aziende.
Per rimanere in tema tv, il team di cui faccio parte ha collaborato alla realizzazione del lancio per Sky della fiction Romanzo Criminale.
Le scrivo a seguito del Suo articolo di oggi, del quale mi permetto di evidenziare punti critici, senza voler screditare o irritare nessuno ma con l’intento di confinare alcuni concetti che nel settore in cui mi muovo sono fin troppo labili ed oscuri per molti:
a) non è sicuramente il primo caso nella storia della tv italiana; se gradisce, le farò avere una case history dettagliata (oltre a quella citata sopra, ovviamente)
b) non è sicuramente guerriglia marketing. Il guerriglia marketing è un contenitore, dentro il quale ci sono sistemi diversi dalla tv (della quale è antagonista), dai normali 6×3 (che solo in alcuni casi utilizza, e solo dopo averli stravolti rendendoli unici), dal banner web (con il quale proprio non vuole avere a che fare). Di certo lo spot a cui Lei si riferisce ha un contenuto creativo ed innovativo, diverso dal solito, ma non è guerrilla marketing. Ci sono elementi che stimolano la sorpresa, vero, ma è pur sempre uno spot tv, con i pregi e i difetti dello spot tv. Introdursi furtivamente in un programma è forse assimilabile al guerriglia se fatto come lo fa Gabriele Paolini o Salvo Di Nome E Di Fatto, ma non alla maniera di grandi personaggi come in questo caso, dove tutto è pianificato, registrato e concordato.
Maggiori informazioni sul nostro sito www.g-com.it
o su questi link:
guerrigliamarketing.it
wikipedia/Guerriglia_marketing
Subvertising
Buon pomeriggio.