Viral-test: un sito di autopromozione dove viene presentato un video virale senza brand. L’attesa che qualche nome si faccia avanti per testare appunto l’efficacia del sistema. Semplice, vero?
Partiamo dal concept del sito: esperimenti tra chewing gum ed elio, sulla scia della Diet Coke + Mentos. Ovviamente un fake, e proprio in questo sta la sua forza. Udite udite, niente donnine nude, niete oscenità varie o violenza. Fin qui, tutto bene. Le visite sembrano salire bene, il che avvalora il concetto che sta alla base dell’operazione.
Ma, direte voi, dove sta l’inghippo? Beh, un inghippo vero e proprio non c’è. C’è una considerazione da fare sulla lista di strutture che stanno alle spalle di questo interessante esperimento: Rapp, Blue Film Production e, attenzione, GoViral per il seeding. Ecco la considerazione: quanto costerà? Perché alla fine, di questi tempi, è anche di questo che tengono conto i direttori marketing…
Le immagini del cielo rosso e della città di Sydney completamente deserta, quando non attraversata da persone mascherate e incappucciate, hanno fatto la settimana scorsa (23/09/09) il giro del mondo. Lo confesso, ho pensato: chissà se si potesse creare una tempesta ad hoc, magari del colore di un brand…un delirio ovviamente, la strada non era quella giusta. Il percorso corretto l’ha imboccato JWT Australia.
Fuori c’è uno scenario degno di un qualche film apocalittico?
Bene, facciamo un stencil per Visine Dry Eye Relief sulla polvere. Una soluzione salina risolverà ogni problema!
Ora, al di là di quanti ne hanno fatti, quanti cioé sono stati realmente visti, questo è fare notizia. Pollice su per l’ideatore, ma sopratutto per la velocità, segno che né agenzia né cliente hanno ancora mastodontici processi decisionali che ancora oggi in Italia maciullano le buone idee, lasciandole nel cassetto per mesi.
Andrea Carnevali ha dato il via ad un blog interessante sull’argmento spoof e virali. Spesso infatti, video o campagne molto popolari e riuscite si prestano a realizzazioni autonome (ma non sempre) che rielaborino il concetto dello spot/campagna originale rendendolo divertente e parodiato. AdverSpoof si propone come rassegna dei casi più eclatanti ed un approfondimento in più sullo scenario del guerrilla marketing.
La segnalazione odierna riguarda alcuni poster visti a Milano e Roma, che presumibilmente rappresentavano calciatori di serie A. I poster, grandi 200×70 centimentri, si presentavano imponenti, curioisi, se non fosse per un particolare: il calciatore non c’era, era a spasso. Aveva lasciato uno sticker con scritto: “Torno subito, vado in edicola”. Comprerà il giornale, dite voi.
Cari tifosi, niente paura: altre foto ci dimostrano come i campioni in questione (Milito dell’Inter e Zarate della Lazio) si sono presi una semplice pausa dagli appuntamenti lavorativi per godersi la metro, un succo, un pranzetto in centro città. Qualche foto con passanti divertiti, e poi via.
Ora, indovina indovinello…di cosa mai si tratterà?
Amnesty International crede che tutti abbiano diritto alla vita, ed ha trovato un modo davvero efficace per trasmettere questo messaggio sociale di portata mondiale. Lo scorso agosto infatti l’organizzazione impegnata nella difesa dei diritti umani ha lanciato a Seoul una campagna di sensibilizzazione sull’argomento riuscendo a coinvolgere moltissimi cittadini (prima) ed internauti (dopo). Un’idea semplice, ma non per questo banale.
Il rientro, si sa, è slow. Mentre anche noi, frastornati e non ancora al completo, leggiamo la posta (non quella elettronica, quella cartacea, che avete capito!), segnaliamo giusto qualche aggiornamento alla nostra sezione Press, dove trovate una selezione di articoli che hanno citato G-Com o le attività svolte.