Questo ragazzo non aspetta altro che una chiamata: non ha niente da fare, è in mezzo al nulla ma riceve le chiamate (convenienti) che gli vengono inviate via Skype. Sfortunatamente non parla italiano, ma se conoscete inglese, spagnolo e tedesco potrete conversare con lui. Meglio di Facebook?!
Operazione di ViralFactory UK.
Una campagna semplice e geniale. Fa leva sulla paura, e per questo efficace. Porta il terrore in maniera mai violenta ma talmente soffice da fare drizzare i capelli. Rientrando a casa, trovate un oggetto che prima non c’era. Come ci è finito? Semplice, ti sono entrati in casa…o no?
Difficilmente realizzabile da noi, vista la struttura delle case / condomini, resta tuttavia un’esempio di ottimo guerrilla marketing.
Subvertising compie due anni e festeggia con un numero doppio, curato da un team tutto nuovo: Flavia Farina alla redazione, Pietro Pierangeli alla direzione. Dal blog ufficiale si delineano anche altre novità: un sommario per la ricerca accurata di agenzie e campagne, la possibilità di cliccare alcune zone o testi.
Daffy’s, High fashion, Low prices. And ambient, we can say. Tutto avviene mescolando un flash-mob con uno spot al cinema. Effetto non nuovo, certo, ma sempre assai godibile. Unica pecca, forse, la durata, a nostro personalissimo avviso, troppo lunga.
Chi è Laura Scimone?
Chi non lo sa ancora, vive lontano dal web si può dire. Questa ragazza è un tormentone del web: un paio di occhiali spessi, un inglese pessimo (“grazie di esistere Maigol Jecson“), Laura non è famosa per la sua bellezza ma per una serie di video finiti in rete, dice, a sua insaputa. La domanda più ovvia, guardandoli, è se Laura ci è o ci fa; ambisce ad un posto di attrice, canta, balla e chiede amicizia a destra o a manca sui social network.
I video, che in alcuni casi superano le 250mila visite (singolarmente), sono cliccatissimi ma non solo: c’è chi la difende e chi le risponde con altri video, alimentando discussioni di varia natura, alcune purtroppo alquanto offensive.
In ogni caso, il nostro occhio cade sul montaggio che alcuni video hanno, sul come mai “a sua insaputa” i video pubblicati comunque rimangono e raccolgono audience, tanta audience, tant’è che Simona Ventura l’ha invitata in televisione. C’è un finto fratello dichiarato, Frank Scimone, e numerosi spasimanti.
La domanda è sempre quella, non vorremmo passare per monotematici ma diversamente non si può fare: chi o cosa stanno lanciando?
Che se dietro davvero non c’è nessuna strategia di marketing, possibilità che sinceramente ci sembra strana, allora Laura è tutt’altro che “scimonita”, come ha detto qualcuno sul web.
Ben 1250 nani da giardino, ma non di quelli viaggiatori come nel Mondo di Amelie; questi tendono il braccio nel saluto romano. Succede in Baviera, ad opera di Ottmar Hoerl. Niente rigurgiti nazionalsocialisti, ma arte satirica, che vuole presentare la “razza superiore” come nani (quelli insomma che vivendo settant’anni fa sotto il Reich sarebbero probabilmente entrati loro malgrado nel programma Aktion T4). Dell’installazione circola anche un video.
Tenuto conto che il saluto romano in Germania è vietato e sanzionato (così come in Italia), la polemica è ovviamente innescata.
Viral-test: un sito di autopromozione dove viene presentato un video virale senza brand. L’attesa che qualche nome si faccia avanti per testare appunto l’efficacia del sistema. Semplice, vero?
Partiamo dal concept del sito: esperimenti tra chewing gum ed elio, sulla scia della Diet Coke + Mentos. Ovviamente un fake, e proprio in questo sta la sua forza. Udite udite, niente donnine nude, niete oscenità varie o violenza. Fin qui, tutto bene. Le visite sembrano salire bene, il che avvalora il concetto che sta alla base dell’operazione.
Ma, direte voi, dove sta l’inghippo? Beh, un inghippo vero e proprio non c’è. C’è una considerazione da fare sulla lista di strutture che stanno alle spalle di questo interessante esperimento: Rapp, Blue Film Production e, attenzione, GoViral per il seeding. Ecco la considerazione: quanto costerà? Perché alla fine, di questi tempi, è anche di questo che tengono conto i direttori marketing…
Le immagini del cielo rosso e della città di Sydney completamente deserta, quando non attraversata da persone mascherate e incappucciate, hanno fatto la settimana scorsa (23/09/09) il giro del mondo. Lo confesso, ho pensato: chissà se si potesse creare una tempesta ad hoc, magari del colore di un brand…un delirio ovviamente, la strada non era quella giusta. Il percorso corretto l’ha imboccato JWT Australia.
Fuori c’è uno scenario degno di un qualche film apocalittico?
Bene, facciamo un stencil per Visine Dry Eye Relief sulla polvere. Una soluzione salina risolverà ogni problema!
Ora, al di là di quanti ne hanno fatti, quanti cioé sono stati realmente visti, questo è fare notizia. Pollice su per l’ideatore, ma sopratutto per la velocità, segno che né agenzia né cliente hanno ancora mastodontici processi decisionali che ancora oggi in Italia maciullano le buone idee, lasciandole nel cassetto per mesi.
Andrea Carnevali ha dato il via ad un blog interessante sull’argmento spoof e virali. Spesso infatti, video o campagne molto popolari e riuscite si prestano a realizzazioni autonome (ma non sempre) che rielaborino il concetto dello spot/campagna originale rendendolo divertente e parodiato. AdverSpoof si propone come rassegna dei casi più eclatanti ed un approfondimento in più sullo scenario del guerrilla marketing.